
C’est la vie
un regalo a Mario Malghisetti
27 ottobre - 11 novembre 2001
Il dono implica una relazione, una reciprocità; il nostro intento è quello di costruire un dialogo tra la nostra contemporaneità ed il recente passato nel racconto di una vita di un artista artigiano della nostra terra. L’arte è il luogo privilegiato dove queste forme di relazione e reciprocità proprie del donare, vengono instaurate e simbolizzate, ma il regalo nasconde un ambiguità ed un rischio: il fatto che il soggetto (corpo) che percepisce questo dono non esista più, sembra rendere la gratuità del “regalo” assoluta, incondizionata ed unilaterale, caratteristica propria di certe interpretazioni del dono (se c’ è dono questo deve essere assolutamente invisibile inconsapevole, inatteso e non ricambiabile dice Derrida)” Il regalo diventa così quella vera generosità intesa come generatività capace di dare vita: in queste stanze vorremmo veder aleggiare il fantasmafantastico del Malghisetti che, ritornando dall’oblio di quel passato di sconfitte e depressione, sia nuovamente da noi riconosciuto, “C’est la vie” è infine la vita di tutti noi, sono le nostre aspirazioni, i sogni non realizzati, gli errori che, come diceva Giorgio Manganelli, sono del resto un “privilegio dell’essere umano”.









