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Progetto no. 123

L’edificio originario si presentava come una villa unifamiliare caratterizzata da una composizione tipica della produzione residenziale tra anni ’80 e ’90: volumi aggregati in modo progressivo, superfici intonacate dai toni caldi e una forte presenza di elementi accessori – pergolati, terrazze e coperture secondarie – che nel tempo avevano generato una lettura frammentata del prospetto.

La facciata risultava appesantita da sovrapposizioni volumetriche e da un linguaggio eterogeneo, dove il rapporto tra pieni e vuoti non seguiva un ordine riconoscibile. L’ingresso e le aperture principali non costituivano un chiaro elemento gerarchico, mentre il dialogo con il giardino era mediato da un sistema di spazi intermedi poco definiti. Ne derivava un’immagine domestica priva di una vera centralità compositiva e di un’identità architettonica unitaria.

L’intervento ha lavorato principalmente per sottrazione e ricomposizione, con l’obiettivo di restituire all’edificio una struttura leggibile e una presenza architettonica più essenziale. Il progetto introduce una forte asse centrale verticale, materializzata in un volume vetrato che diventa il nuovo fulcro compositivo e distributivo della casa. Questo elemento ridefinisce l’ingresso, enfatizza la profondità dello spazio interno e costruisce un dialogo diretto tra i diversi livelli.

La facciata è stata semplificata attraverso l’uso di superfici intonacate chiare e continue, capaci di unificare i volumi esistenti e valorizzare il disegno delle aperture. I serramenti e gli elementi metallici introducono un linguaggio più contemporaneo, mentre il balcone lineare contribuisce a stabilire una proporzione orizzontale equilibrata rispetto alla verticalità della nuova torre vetrata.

Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto con il giardino: le grandi aperture al piano terra trasformano lo spazio interno in una naturale estensione del verde, mentre il nuovo ingresso assume una dimensione quasi urbana, definita da materiali scuri e da un disegno minimale che contrasta con la leggerezza del prospetto principale.

Il risultato è una trasformazione che non nega la matrice domestica dell’edificio ma la rilegge attraverso un linguaggio più contemporaneo, basato su chiarezza compositiva, gerarchia dei volumi e controllo materico, capace di restituire all’insieme un’identità riconoscibile e coerente.

Realizzazione 2018

Ante intervento

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