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Progetto no. 119

L’edificio nasce come una linea abitata che accompagna il profilo del pendio, quasi fosse un segno leggero appoggiato alla montagna. Non cerca l’isolamento formale, ma costruisce un dialogo continuo con il paesaggio, assumendo la scala del versante e traducendola in una sequenza ordinata di spazi domestici. La volumetria si distende lungo le curve di livello, e proprio in questa misura orizzontale trova la propria identità: un’architettura che non si impone, ma si lascia attraversare dalla luce, dalle stagioni e dal ritmo naturale del luogo.Il prospetto principale si compone come una partitura regolare di balconi sospesi, elementi sottili che si proiettano verso l’esterno come piccole soglie private. Questi aggetti costruiscono una profondità abitativa fatta di pause, ombre e trasparenze; una sequenza di pieni e vuoti che trasforma la facciata in una superficie vibrante, mai statica. Le ringhiere a listelli orizzontali filtrano lo sguardo e la luce, creando una trama delicata che dissolve la massa edilizia e restituisce una percezione domestica e misurata.

La pelle lignea avvolge il volume con continuità, come un manto caldo e silenzioso. Le doghe orizzontali amplificano l’orizzontalità dell’edificio e instaurano un rapporto diretto con il contesto naturale, facendo vibrare la facciata con variazioni cromatiche che cambiano durante il giorno. Il legno non è solo materia: è atmosfera, è tempo che si deposita sull’architettura e ne racconta l’appartenenza al paesaggio alpino contemporaneo. Le aperture si inseriscono come tagli calibrati, mai gridati. Alcune si dilatano dietro le logge, altre restano piccole incisioni nella superficie continua, generando un equilibrio tra introspezione e apertura verso l’esterno. Il sistema di schermature e frangisole introduce un ulteriore livello di profondità, una soglia intermedia dove l’abitare incontra il clima e lo trasforma in esperienza quotidiana.

La copertura, con il suo grande sporto e l’intradosso ligneo a vista, conclude il volume con un gesto protettivo. Non è una semplice chiusura, ma un elemento che definisce ombra e proporzione, stabilendo una relazione diretta tra struttura e spazio abitato. L’edificio sembra così sospeso tra terra e cielo: radicato nei terrazzamenti in pietra che lo ancorano al pendio, ma allo stesso tempo leggero, attraversato dall’aria e dalla luce. Ne emerge un’architettura che sceglie la misura e la continuità piuttosto che l’eccezione formale: un condominio che diventa paesaggio costruito, dove la serialità delle unità non produce anonimato, ma una calma armonia fatta di ritmo, materia e relazione con il luogo.

Realizzazione 2008

Processo 

Disegni

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