Poiesis – una vetrina illuminata per il quartiere

admin on marzo 12, 2021
Bergamo, 10/02/2021,
STUDIOBALINI, via A. Da Rosciate, 16f.
Con gli artisti Maria Teresa Conti e Giuliano Giussani inauguriamo il progetto “Poiesis – una vetrina illuminata per il quartiere”.
L’idea è quella di esporre ogni mese un nuovo allestimento della vetrina dello Studio Balini con artisti, poeti, fotografi, architetti e designer in dialogo tra loro.
Perché “poiesis”?
La parola deriva dal verbo greco ‘poieo’ che significa fare, inventare, comporre, creare.
Poiesis è un termine solitamente tradotto con la parola poesia ma nel significato originario rimanda ad ogni esperienza di creazione: dare forma a qualcosa di nuovo che prima non esisteva.
L’atto poietico, intrinsecamente legato al generare, va oltre l’atto creativo in sè e presuppone un incontro di(almeno) due realtà che danno vita ad una terza.
L’azione poietica, pertanto, non viene creata da un monologo ma è sempre generata da un dialogo.
L’artista Maria Teresa Conti (Caravaggio, 1958) presenta l’opera “Senza titolo” – pigmenti acrilico-olio su carta intelaiata.
“La pittura è specchio di processi interiori e questa tela che appartiene alla serie dei “senza titolo” 1999, sottolinea come i sentimenti e le emozioni si traducano poi in intenzioni e gesti.
Non si può sentire in un modo e dipingere in un altro.
Il processo di ‘composizione’ avviene per sovrapposizioni e velature e si conclude con il gesto cerimoniale della stesura a cera”.
Giuliano Giussani scultore (Fara Gera d’Adda, 1957) presenta una scultura in gesso patinato del 2015 dal titolo “Seme”.
“Questa scultura è liberamente ispirata al seme della Lodoicea Maldivica, una pianta che cresce nell’arcipelago delle Seychelles e produce dei frutti a forma di cuore.
Questi frutti contengono un grande seme a due lobi dalla forma sensuale.
Il seme ha una potenza simbolica ancestrale, la sua semplice ed evidente bellezza racchiude il mistero della vita ed il suo divenire.
Sono affascinato dalle creazioni di madre natura che si manifestano in svariate forme ma non mi limito alla esatta riproduzione.
Parto dall’osservazione e poi mi lascio condurre dalla creatività seguendo un percorso di ricerca imprevedibile che prende forma lungo il cammino”.
0 comments
Post a comment