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Mostra Fantasmagoria

admin on febbraio 8, 2018

Fantasmagorie (storie di fantasmi e colori)

 
“L’ anima non è mai vecchia per le cose, così come le cose non sono mai vecchie per l’anima” (Plotino)
C’è un legame che unisce l’ opera di Nuzzo con quella di Barcella e questo legame è l’onirico; Giacomo attraverso strati e segni come note musicali che modificano la “superficie” e Roberto nei gesti preparatori dello “scatto” agiscono come “medium”: nell’attesa dell’ e-vento spesso accade una sorta di “provvidenza” per cui le dissonanze di colori e di forme di questo paziente lavoro ritrovano unitarietà ed armonia e ciò senza una precisa volontà e un progetto deliberato.
Lavorare con la propria solitudine su questa linea di confine è, da un lato, ricomporre e ritrovare i pezzi frammentati della propria realtà e dall’ altro convivere con il rischio, il pericolo del nulla che è la parte nascosta del vitale, come il continuo processo di “ generazione e corruzione“ che stà sulla superficie della terra.
Qui si “stà dentro” il racconto: luogo particolare , sottile linea, geografia popolata di colori e di fantasmi, luogo di sogni e di incubi dove la nostalgia del distacco non è più così forte, dove vivere può ancora lasciare spazio all’immaginario, dove pensare è imparare di nuovo a vedere.
Queste “fantasmagorie” sono un po’ come “star fuori” per un momento, prendersi una breve vacanza dalla semplificazione delle risposte “di qua o di là” senza il pensiero di questa umanità che è al suo occidente.
Qui si “sta dentro” il racconto di un’altra umanità che può ritrovare la sua infanzia anche ri-vedendo i propri incubi o attraversando i boschi che popolano l’anima come nelle favole;
L’ arte può essere questo paziente lavoro, un lavoro fatto su di sè, redenzione del pensiero-corpo che è anche l’umiltà, il silenzio, l’ascolto, la relazione con l’altro da sè.
Qui può ri-apparire qualcosa che ci fa sognare ancora : un luogo di pace pensato come un prolungato sabato, la stessa cosa che faceva dire all’antico poeta sul vivere nella saggezza:
“Ero come amon, ero la sua delizia ogni giorno danzando ogni istante, danzando sulla distesa terrestre, trovando la mia allegria tra i figli dell’ uomo”  (PROVERBI 8, 30-31)
Vittorino Balini
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